Dopo i primi trentasei ordini di custodia si aspettano nuovi sviluppi
Marsala trema dopo l'operazione
chiamata Progetto Peronospera 2

Sono trentasei i marsalesi destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Palermo su richiesta della Direzione ditrettuale antimafia per i reati di associazione mafiosa, estorsione plurima, incendio plurimo, traffico di droga, scambi di voto politico-mafioso, detenzione illegale di armi ed esplosivi. Il provvedimento retrittivo e' stato messo dal Gip distrettuale in seguito alle indagini che sono state condotte dagli agenti della squadra mobile di Trapani e del Commissariato di Marsala, con il supporto del nucleo investigativo prevenzione crimine (unita' di Catania e Palermo).

L’operazione e' stata il naturale sviluppo di un articolato progetto investigativo che e' stato avviato sin dal 1999. Le indagini, condotte con i classici metodi investigativi, pedinamenti, controlli, immagini video, intercettazioni, hanno consentito non soltanto di monitorare la realta' mafiosa del comprensorio della citta', ma accertare le implicazioni di alcuni soggetti della famiglia mafiosa nelle attivita' di favoreggiamento di alcuni latitanti e del loro sostegno economico.
Con il supporto delle intercettazioni gli investigatori hanno avuto la possibilita' di cogliere dal vivo numerosi summit di mafia intrattenuti da un ristretto gruppo di “uomini di onore riservati”, diversi dei quali appartenenti a settori dell’imprenditoria locale, incaricati per il loro ruolo di insispettabili di custodire la contabilita' estorsiva. E’ stato rilevato anche come i due reggenti – Natale Bonadefe, inteso ‘u longu, e il piĚ blasonato Andrea Manciaracina – si siano mossi in sinergia per la gestione comune di ogni sorta di attivita' delittuosa strumentale a ribadire la propria presenza sul territorio con particolare riguardo alla gestione del racket estorsivo in danno di imprenditori. E proprio in base ai rapporti di forza esistenti tra Mazara, Marsala e Trapani (con Virga), i sodalizi si spartivano il controllo dei vari cantieri. Ed ancora, tra le attivita' redditizie di Cosa nostra c’erano anche il traffico e la commercializzazione delle droghe.
Infine le indagini hanno fatto luce su gravi casi di interferenza di Cosa nostra in occasione delle recenti elezioni amministrative. Il provvedimento restrittivo infatti ha coinvolto l’ex senatore e presidente del consgilio comunale di Marsala (ora sospeso con provvedimento del prefetto Giovanni Finazzo) Pietro Pizzo, che avrebbe chiesto sostegno elettorale per il figlio Francesco ad alcuni componenti della famiglia, in particolare a Mariano Concetto che promise, attarverso il benestare di Natale Bonadefe, di recuperare mille voti in cambio di 100 milioni di lire. Su questo fronte investigativo un importante contributo Ź stato dato dal consigliere comunale dell’Udc Vincenzo Laudicina, indagato in procedimento connesso, che avrebbe svelato le trame politico mafiose e il livello di inquinamento dei momenti cruciali delle ultime elezioni amministrative regionali e comunali.
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